venerdì 10 ottobre 2008

Stranezze d'autunno

Nell’auto nuova ma usata che ho da poco comprato c’è ancora un’autoradio a cassette. L’altra sera tornando a casa tardissimo, dopo l’intera giornata passata in vigna ed in cantina, vi ho inserito una roba vecchissima. Sì, lo so, sono dei terronazzi pop coi capelli lunghi cotonati. Ma sono passati vent’anni, mese più mese meno, da quando andai insieme a Massi ad ascoltarli in quello che si chiamava ancora Palatrussardi e così ho goduto come una scimmia col rock-metallo dei primi Bon Jovi. A chi storce il naso dico di andarsi ad ascoltare Homebound train dall’album New Jersey (del 1987 o 1988, non ricordo proprio bene). Perché come macchiette da MTV i ragazzi in questione, e specialmente Tico Torres e Richie Sambora, suonavano veramente da paura.
La vendemmia è finita. A breve i commenti. Credo che entrerò in letargo per qualche giorno perché sono stanchissimo.
L'altro giorno vendemmiavo alla Spescia. Raccoglievo, come sempre faccio, in piccole cassette per far arrivare l’uva perfettamente integra alla pressa. Di fianco, in un gigantesco vigneto di decine e decine di ettari, c’era una vendemmiatrice meccanica. L’ho osservata per un pò. Per scuotimento raccoglie gli acini lasciando i raspetti sulla pianta. Insieme agli acini raccoglie, ovviamente, tutto quello che alloggia sui filari in quel momento. Foglie, lumache, api, lucertole, nidi, ecc. Il tutto viene sversato nelle canali. Ovviamente la massa di acini spezzati, mosto e altro viene irrorata di antiossidanti in quantità. Le canali trainate da trattori vengono portate in un punto dove la massa viene riversata in un gigantesco cassone di raccolta che, una volta pieno, trainato da un enorme trattore si fa circa 10 km. di salite, discese e curve per arrivare alle presse della nota azienda vinicola industriale locale. Non so bene che cosa arrivi a destinazione, ma posso immaginare a quali trattamenti enologici venga sottoposto. E so che l’azienda in questione vincerà anche quest’anno i vari premi vinicoli in circolazione. Il vino è generalmente sulfureo ed amaro. Ma evidentemente piace. E chissenefrega delle mille piccole attenzioni, del momento perfetto per la raccolta, delle temperature, dei pH, tanto tutto si può correggere. Forse il coglione sono io. Forse i coglioni siamo noi vignaioli-artigiani che non stiamo a far tanti conti su quanto ci costa un quintale d’uva e su come o dove dovremmo risparmiare.
A proposito, ho bevuto il Nebiolo 2004 di Baldo Cappellano. Grandissimo vino. Elegante, dritto, senza sbavature. Viola, tabacco, sensazioni terrose, tannini veri. Cangiante nel bicchiere. Buonissimo. Forse proprio coglioni non siamo. Forse i coglioni sono quelli che han dato i premi a Brunelli che non eran brunelli. Un pò come quei giornalisti economici che dicevano che andava tutto bene...

8 commenti:

giuliano ha detto...

più passa il tempo e più mi convinco che in fin dei conti noi due stiamo facendo la stessa cosa, idealmente, ma in campi diversi. c'è chi confeziona robe tipo giusy ferreri e chi tra mille sbattimenti cerca di fare le cose con il cuore. in questo momento mi sento più coglione, in realtà. anche perché ci aspettano tempi duri e il fieno in cascina non lo abbiamo messo.

teo ha detto...

forse i coglioni siamo noi che ci beviamo questa merda.....
però fino a quando esiste chi ci spiega come funzionano le dinamiche di queste grandi firme c'è una possibilità di salvezza.
forse.......perchè se poi il soggetto in questione si esalta per quel tamarro di bon jovi qualche dubbio mi viene.
un abbraccio....

Corrado Dottori ha detto...

giuli: come direbbe Cicerone "O tempora o mores..."
teo: avevo solo 16 anni... il problema vero è che mi diverte ancora! A breve ti mando il vino...

Paolo B ha detto...

No che non siete coglioni! Continuate a fare VINI veri. E lasciate pure che gli snobboni chiocciolosi si bevano le pozioni fatte da sacchi di diserbanti, vendemmiatrici a vibrazione e/o aspiratori (che poi te le promuovono anche fantasmagoriche aziende che si proclamano biologiche e rispettose della natura gestite da "guru" del vino... e la maggior parte del sinedrio dei somarieri le guarda con occhi rapiti); e poi botte di antiossidanti lieviti "selezionati" microboulage e filtri magici per coprire malolattiche non finite (senno' il vino si smonta date le rese per ettaro esagerate). Quelli sono vini "impagliati"; non sono piu' vini. I vini veri si trovano con il lanternino, ma che bello trovarli!!!

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

good start