Il programma completo:
Vino e territorio. Musica e cultura. Pensieri, sogni e visioni di un Homo Sapiens di campagna
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giovedì 20 giugno 2013
sabato 4 maggio 2013
Proviamoci!
Cari amici
dopo due anni di pausa abbiamo deciso di far ripartire il festival Musica Distesa. Il 28,29,30 giugno ci ritroveremo per ascoltare buona musica, bere del buon vino e provare a rinnovare gesti culturali indipendenti. Per fare questo abbiamo bisogno anche del vostro aiuto: abbiamo deciso di non ricorrere a sponsorizzazioni o contributi pubblici ma per far vivere il festival abbiamo iniziato una campagna di auto-finanziamento qui:https://www.musicraiser.com/projects/962-festival-musica-distesa-2013 Basta un login e una carta di credito e potrete scegliere fra molte diverse ricompense (libri, CD, magliette, ecc.)
Abbiamo un mese di tempo per raccogliere i fondi necessari al cachet degli artisti e alle spese di organizzazione (service audio, Siae, ecc.).
Grazie!
Dear friends
after a two year break we decided to restart the festival Musica Distesa. The 28,29,30 June, we will get to listen to good music, drink good wine and try to renew independent cultural ideas. To do this we need your help: we decided not to use any sponsorship or grants but to make the festival we began a campaign of crowfunding here: https://www.musicraiser.com/projects/962-festival-musica-distesa-2013 You login and with a credit card you can choose between many different rewards (books, CDs, T-shirts, etc.).
We have a month to raise the necessary funds for the cachet of the artists and the costs of organization (audio service, SIAE, etc..).
Thank you!
https://www.facebook.com/MusicaDistesa
venerdì 4 febbraio 2011
Pane, amore e fantasia
Le recenti rivolte in Algeria e Tunisia, che sono all'origine anche dei moti in Egitto, sono nate inizialmente a causa dell'aumento dei prezzi del pane.
La Fao (Food and agriculture organization) avverte che i prezzi degli agroalimentari nel mondo non sono mai stati così alti. Secondo il "Food price index 2010" dell'organizzazione dell'Onu, generi alimentari fondamentali, come grano, cereali, zucchero e carni, hanno superato i record storici del 2008 quando l'impennata dei prezzi aveva causato violente proteste in America Latina, Africa ed Asia. L'indice Fao è aumentato del 32% nella sola seconda metà del 2010 e il trend non accenna a diminuire nel 2011.
Questa la notizia.
Poi c'è la realtà. Qualunque agricoltore sa che i prezzi pagati all'origine sono bassissimi e comunque molto raramente in grado di coprire i costi di produzione e di garantire un reddito decente. Questo è più o meno vero in tutto il globo e per molte produzioni agricole.
Ovviamente la colpa è del clima, della crisi, dell'aumento della domanda, della mancanza di liberalizzazioni, della scarsa diffusione di Ogm e così via... Mai nessuno che dica una parte della verità: esattamente come il petrolio oramai i prezzi delle "materie prime" agricole rispondono a meccanismi solo finanziari: i futures e i derivati le cui quotazioni dipendono dalle borse merci mondiali e dalle dinamiche imposte delle grandi catene di distribuzione alimentare multinazionali. Ecco perché i contadini guadagnano poco e i consumatori pagano tanto.
E' la globalizzazione, baby. Alla faccia della sovranità alimentare.
La Fao (Food and agriculture organization) avverte che i prezzi degli agroalimentari nel mondo non sono mai stati così alti. Secondo il "Food price index 2010" dell'organizzazione dell'Onu, generi alimentari fondamentali, come grano, cereali, zucchero e carni, hanno superato i record storici del 2008 quando l'impennata dei prezzi aveva causato violente proteste in America Latina, Africa ed Asia. L'indice Fao è aumentato del 32% nella sola seconda metà del 2010 e il trend non accenna a diminuire nel 2011.
Questa la notizia.
Poi c'è la realtà. Qualunque agricoltore sa che i prezzi pagati all'origine sono bassissimi e comunque molto raramente in grado di coprire i costi di produzione e di garantire un reddito decente. Questo è più o meno vero in tutto il globo e per molte produzioni agricole.
Ovviamente la colpa è del clima, della crisi, dell'aumento della domanda, della mancanza di liberalizzazioni, della scarsa diffusione di Ogm e così via... Mai nessuno che dica una parte della verità: esattamente come il petrolio oramai i prezzi delle "materie prime" agricole rispondono a meccanismi solo finanziari: i futures e i derivati le cui quotazioni dipendono dalle borse merci mondiali e dalle dinamiche imposte delle grandi catene di distribuzione alimentare multinazionali. Ecco perché i contadini guadagnano poco e i consumatori pagano tanto.
E' la globalizzazione, baby. Alla faccia della sovranità alimentare.
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