sabato 8 marzo 2014

Correre

Che poi, alla fine, se c'è un'altra cosa che mi ha salvato la vita, a parte Valeria e a parte la Musica, quella è stata la corsa. Non l'idea di sport come socializzazione, di sport come maturazione, di sport come gioco... Tutte cazzate un po' "scoutiste" che vanno di moda oggi. No.
Parlo di quando sei un adolescente incazzato col mondo. Di quando, se c'hai il fisico, metti i guantoni e ti metti a picchiare qualcuno su di un ring, se non per strada.
Io il fisico non ce l'avevo. Tutt'al più potevo mettere un paio di scarpette e correre all'infinito, sino a quando le gambe diventavano pesantissime ed i polmoni mi scoppiavano, consumando le ginocchia sul pavé e l'asfalto di una città grigia ed inquinata.
Correre senza sapere dove, correre più forte che potevo.
Che quando corri non c'è nessuno a passarti una palla. Nessuno a dirti quello che devi fare.
Nessuno corre per guardarsi intorno ed ammirare il paesaggio. Hai sempre un cazzo di cronometro in testa, perché devi sempre far meglio di ieri, meglio che puoi. Non ne puoi fare a meno: corri perché stai scappando da qualcuno o stai inseguendo qualcosa. Qualcuno o qualcosa che non sai.
Ecco perché non potrò mai essere buddista. Perché sotto ad una montagna non mi ci viene proprio di mettermi a meditare. Mi viene da salirci in cima più velocemente possibile.
La vita come una corsa contro il tempo.
Non riesco a far diversamente.

4 commenti:

Nic Marsèl ha detto...

Corro tutto l'inverno al buio, senza orologio e senza sapere dove metto i piedi. A volte è eccitante a volte mi prende una gran paura che mi fa correre ancora più forte. A volte incontro un fantasma che mi rasserena a volte c'è solo il respiro, il pulsare del cuore fin nelle orecchie e il fragore dei passi. Per un corpo allenato la sensazione di fatica ha un grande potere catartico che al momento sfuoca la vista ma che più tardi finalmente a casa consente di vedere le cose con maggiore lucidità. Magari anche questa è una forma di meditazione.

Riccardo ha detto...

Ti viene da "correre" anche nel svuotare le bottiglie :)

Anonimo ha detto...

Grande!

Er Vendemmia

Nicola Tessari ha detto...

Prima di sposarmi andavo a correre tre volte alla settimana, dopo sposato, due; dopo che nacque Chiara, una... poi è nato Pietro.

Adesso si fa quel che si può, consoliamoci col vino!

Nicola