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martedì 19 aprile 2022

Netflix Party

Nel prossimo mese di maggio uscirà nelle librerie, per l'editore peQuod di Ancona, Netflix Party, il mio nuovo libro. 

Si tratta di una raccolta di dodici racconti, short stories direbbero gli americani. Tra i protagonisti ci sono viaggiatori dispersi in un futuro arido, pubblicitari in fuga da se stessi, adolescenti senza scampo, musicisti jazz, homeless, scalatori, alieni atterrati sul pianeta Terra. E poi ancora: bottiglie di vino che raccontano una vita ormai giunta alla fine e cinici manager alle prese con l’ennesimo Negroni sbagliato.

Sono dodici storie solo apparentemente sganciate l'una dall'altra: messe assieme provano a ricostruire uno sguardo sul nostro mondo, su quello che ci sta accadendo, sulla variegata umanità di inizio millennio alle prese con fatti epocali come la pandemia, il cambiamento climatico, un'economia sempre più diseguale. 


L'illustrazione in copertina è di Francesco Dottori


Il titolo che dà il nome all'intera raccolta è il titolo di uno dei racconti, l'ultimo. In realtà mi pare sintetizzare bene il respiro profondo di questi testi. Netflix Party perché volenti o nolenti viviamo vite sempre più virtuali; perché a prescindere dalla pandemia viviamo vite confinate, dove gli spazi di socialità e di libertà autentica sembrano continuamente restringersi; perché viviamo vite le cui relazioni ed emozioni sono sempre più decise da altri, e spesso da algoritmi di cui nemmeno conosciamo l'esistenza.

Per cercare di fare emergere le contraddizioni in cui siamo immersi ho scritto di personaggi o situazioni estremi. Ho stressato i contesti e portato le vicende sempre sul bordo di un precipizio immaginario. Così le dodici storie raccontano l’ansia, l’adrenalina, il senso di perdita, la follia, lo smarrimento che si provano una volta giunti al limite: quando le scelte valgono doppio, gli errori sono imperdonabili e la catastrofe sembra imminente. 

E pure, nonostante tutto, c’è un senso di profonda umanità racchiuso nelle scelte di molti dei personaggi. Quasi una sorta di resistenza a un mondo che ci vuole confinati.

mercoledì 30 aprile 2008

Analogico VS Digitale

Sono uscito dai miei problemi di connessione in modo del tutto parziale. Tornando alla vecchia linea analogica a 56K, visto che ancora l'ADSL non funziona. La cosa mi ha fatto fare una serie di riflessioni come sempre del tutto inutili. Ma quando ci si abitua a certi standard tecnologici tornare indietro è davvero uno shock. Avete mai provato a usare vecchi sistemi operativi ad esempio? Oppure ad armeggiare con elettrodomestici antiquati?
Eppure, se in effetti le vecchie connessioni paiono di una lentezza esorbitante, in alcuni settori devo ammettere di subire il fascino dell'analogico. Dell'analogico in senso lato. Del vintage, del decaduto, del superato, del passato. Un caso emblematico è la mia passione di ritorno per il vinile, per i vecchi LP. Non arriverò mai a dire che si sentono meglio delle migliori registrazioni digitali (sebbene siano sempre meglio di certi merdosi MP3). Ma il suono è decisamente più ampio, onesto e caldo; certi difetti mi paiono bellissimi; per non parlare delle copertine, dell'odore, del rito della puntina che si posa sul vinile.
Le emozioni sono vibrazioni strane, sotterranee, indecifrabili. Di rado sono direttamente legate alla perfezione. Molto più spesso sono legate, al contrario, alle imperfezioni, ai ricordi, alle dissonanze, ai contrasti. Ad una immaterialità fatta di nessi non causali ma lirici e psichedelici. Come il modo di suonare di Danny Phantom Federici, il mio unico riferimento come tastierista quando strimpellavo, da giovane, sui palchi di mezza Milano e Provincia. Se ne è andato, Danny, da un paio di settimane. Non era il migliore. Non aveva la classe e la precisione di Roy Bittan, per intenderci. Ma era un musicista dalla straordinaria sensibilità, dalla incredibile capacità di colorire i pezzi e costruire riff o forgiare assoli dal gusto unico. Di intuire il senso e la profondità delle canzoni. Un grande del rock.
E quella stessa magia "analogica" si trova in certi vini naturali, autentici, fatti da vignaioli. Dove la perfezione stilistica e tecnica lascia spazio all'immaginazione, alla evoluzione continua, al genio umano che sempre è fallibile ed imperfetto. Analogico, appunto.
Il digitale lo lascio volentieri al mondo dei computer, con la speranza che mi si risolvano al più presto i problemi di connessione.

sabato 26 aprile 2008

Problemi di linea

La nostra linea ADSL fa le bizze da giorni. Impossibile ogni connessione. Ne ho approfittato per una salutare disintossicazione da blog, siti, e-mail e tutto ciò che ha a che fare con questa nuova forma di dipendenza che è il mondo virtuale di internet. Oggi, poi, mentre lavoravo nell'orto, c'era una luce talmente bella, accecante e pervasiva che risultava evidente la superiorità definitiva del mondo reale. Godiamo, quindi, di queste giornate, di questa stagione di crescita ed esplosione di energia, di questa nostra terra/Terra che ancora resiste alle nefandezze umane.

sabato 4 agosto 2007

Pensieri, sogni e visioni...



Semplicemente questo. Un cammino attraverso i miei pensieri, i miei sogni, le mie visioni. Racconti da un territorio fisico e metafisico; storie di vigne e di vini; incontri e scontri di un vignaiolo viandante fra le tante assurdità del mondo attuale; degustazioni, concerti e letture.
Nella enorme confusione dello spazio virtuale, sempre più affollato di naviganti, illusionisti, musici, stregoni e geni definitivi, queste pagine vogliono solo essere un luogo dove La Distesa s'incontra con altri: amici, appasionati di vino, agrituristi, i molti e diversi destini incontrati in questi anni. Un modo per superare la fredda incomunicabilità del sito internet tradizionale (http://www.ladistesa.it/), per dare la possibilità di un confronto continuativo e informazioni più chiare ed aggiornate sul mio lavoro, sul mio mondo.