domenica 11 gennaio 2009

La musica vuota

Più di dieci anni fa, in una pausa pranzo del mio lavoro da bancario, iniziai a scrivere un romanzo. In realtà ho sempre scritto. Canzoni, poesie, racconti, articoli, saggi... Come quasi tutti gli italiani. Siamo un popolo di scrittori, pare... In ogni caso: stavo pure per divenire pubblicista, grazie alla collaborazione con lo storico mensile Vs, di bocconiana memoria; e nel 2005 venne pubblicato da Harmattan Italia un mio saggio dal titolo Bénin: Economia, Società e Sviluppo etico.
Il romanzo, però, è un'altra storia. Ci ho lavorato su per più di dieci anni. Ne è venuto fuori un volume che si intitola La musica vuota e che, da fine dicembre, è in distribuzione sul sito ilmiolibro del gruppo L'Espresso. 
In questi anni ho mandato il manoscritto a qualche editore. Gli unici riscontri sono state un paio di proposte di pubblicazione con clausola di riacquisto copie, cioè a pagamento. Non ho nulla contro questi sistemi di fare editoria. Dobbiamo tutti mangiare, ed ognuno si arrangia come può. Negli ultimi anni, però, si sono sviluppate interessanti occasioni di pubblicazioni on-demand: una forma di editoria indipendente che mi ha subito interessato. Tanto da mettere on-line un paio di raccolte di poesie scritte negli anni novanta (qui) e da pubblicare una antologia di scritti di Oliviero Zuccarini (qui), politico cuprense eletto alla assemblea costituente. 
Questi siti, Lulu.com piuttosto che boopen.it o appunto ilmiolibro, ciascuno con le sue differenze, sono a mio avviso una rivoluzione copernicana. Da un lato, infatti, mettono direttamente in relazione scrittori e lettori; dall'altro - poiché i libri sono stampati sulla base della effettiva domanda - vi è un risparmio effettivo in termini di impronta ecologica, rispetto alla quantità di libri che ogni anno va al macero a causa di un eccesso di offerta. Non solo, la possibilità di stampare liberamente un libro con un solo click e di renderlo immediatamente disponibile nel mare magnum di internet svincola, in qualche modo, la produzione culturale da quello che è sempre stato un potente filtro socio-economico: l'editore. Certo, il discorso è molto complesso. Intanto perché non tutti gli editori sono eguali; in secondo luogo perché la mancanza di filtri editoriali rende immediatamente disponibile una serie mostruosa di testi, buoni e meno buoni, interessanti o meno; in terzo luogo perché nell'epoca della comunicazione ciò che conta non è la produzione ma la riproduzione: ovvero la pubblicità, il marketing, la comunicazione. E a tanto nessuna formula "indipendente" è in grado ancora di arrivare.
Comunque: per una lunga serie di circostanze avevo deciso che avrei pubblicato il libro entro la fine del 2008. Ho voluto, quindi, sperimentare la nuova piattaforma de L'Espresso, che non mi sembra affatto male. Il libro costa 9 euro + spese di spedizione. Lo trovate a questo indirizzo (per prima cosa è necessario iscriversi a sito): La musica vuota. 
Di che parla? Di un bancario in crisi di identità, di un tempo lontano, di un amore complesso, della musica che salva la vita. Magari qualche stralcio lo pubblicherò su questo blog. Magari no. L'importante era liberarmene perché questa storia girava e rigirava nella mia testa da troppo tempo. Ed ora sono finalmente libero.
"...Stai insieme ad una ragazza che non puoi dire di amare. Sei ossessionato dai libri di Thomas Bernhardt. Adori il rock vecchio. Ti chiami Edoardo Alessi. E questo è più o meno quel che sei,  mentre esci dalla banca, convinto di aver sprecato l’ennesima giornata..." 

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